Lantanomai approfitta della effimera celebrità di questi giorni per rispolverare un suo vecchio cavallo di battaglia: ma secondo voi è giusto e utile che la selezione del personale nelle grandi aziende sia affidata a società esterne il cui personale è, nella maggior parte dei casi, totalmente ignorante nel campo delle competenze richieste al candidato? E' giusto, secondo voi, che il profilo psicologico del candidato possa rientrare tra i criteri di valutazione? Se non sbaglio, il processo di selezione non può discriminare i candidati sulla base del sesso o della religione; perché invece si ammette una discriminazione sulla base del profilo psicologico? Tra l'altro, non sto parlando di figure come l'animatore turistico, che in effetti avrebbe qualche problemino a svolgere il proprio lavoro se fosse, che so, timido o irascibile, ma di tutti quei normalissimi lavori in cui si devono instaurare al più le normali relazioni tra colleghi. Ora, a parte due risposte che già mi aspetto e cioè che bisogna lasciare decidere il mercato e solo il mercato, oppure che le dinamiche psicologiche dei gruppi sono importantissime in ogni attività umana, qualcuno sa darmi una risposta convincente?
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