mercoledì, dicembre 10, 2003

Immaginate di trascorrere una vita normale, come tante altre: nascete da una famiglia medio borghese in un media città italiana, andate a scuola, crescete, e poi le ragazze, gli amici, gli hobby, le passioni e tutto il resto. Bene, ora immaginate che un giorno vi troviate nel posto sbagliato al momento sbagliato e veniate rapinati, oppure vi troviate in mezzo ad una rissa o ancora finiate nella traiettoria di una pallottola vagante, insomma, per farla breve, vi fanno secchi. Per vostra sventura il fatto farà notizia e un giornalista ne scriverà il titolo, che come tutti i titoli sarà breve, quattro-cinque parole al massimo, di queste, una sarà la vostra descrizione; ora, sapete come verrete chiamati? Giovane, anziano, laureato, operaio, magro, grasso, brutto, bello, gli hobby, gli amici, la famiglia, tutto questo non conterà niente: voi sarete un INCENSURATO. Voi credevate di essere un medico bergamasco sposato o uno studente calabrese fuori sede di matematica a Roma e invece no, voi siete un INCENSURATO. Un giornalista ha una sola parola per voi, una sola parola per descrivere tutta la vostra vita e non trova niente di meglio da dire che siete un INCENSURATO. Voi, che non avete mai avuto nulla a che fare con la giustizia, venite associati e caratterizzati proprio con il fatto di non aver avuto nulla a che fare con la giustizia. L'unica parola usata per descrivervi è, con ogni probabilità, l'unica parola che non è stata mai utilizzata per descrivervi.Come se il titolo per l'uccisione di un anziano avvocato fosse: -Cremona, ucciso un nonmedico nonomosessuale nongiovane -. E intanto, anche se in forma negata, il legame tra voi e la giustizia è l'unica cosa che viene detta.

-Ciao Alessio, che fai stasera?- -Vado al cinema con due incensurati....-