mercoledì, aprile 28, 2004

E adesso?

Mi avevate scassato così tanto le palle, con questa storia del concerto dei Radio Dept all'Init che mi ero convinto ad andarci. Sorpresa: ieri sul corriere della sera roma ho letto che l'Init è stato chiuso perché non ha i bagni. E mò che faccio?

martedì, aprile 27, 2004

Erasmus

Repubblica.it/esteri: Ucciso studente leccese in Romania per l'Erasmus.
Be', allora a me è andata bene.

domenica, aprile 25, 2004

25 Abril 1974

Dossier su publico.pt

giovedì, aprile 22, 2004

Professionisti dei miei stivali

Va bene, la Corea del nord è uno dei paesi più impenetrabili del mondo, ma basta una ricerchina su internet per scoprire che il leader di quel paese si chiama KIM JONG IL e non KIM JONG SECONDO, come ha detto Giorgino oggi al tg1 di questa sera.

Palle e palle

Ma secondo voi è normale che il sito ufficiale della Federazione Italiana Tennis sia pieno di pop-up pubblicitari di dubbio gusto e per di più con errori di ortografia?

mercoledì, aprile 21, 2004

Lantanomai risolve i mali della società: /1 Le stragi del sabato sera

Puntale come ogni anno torna il dibattito sulle stragi del sabato sera all'uscita delle discoteche, il solito barcamenarsi tra provvedimenti inutili, le solite sparate più o meno proibizionistiche sulle sostanze che si possono assumere o no, la solita presunzione di mandare a nanna i pupi: in pratica, le solite cazzate. Secondo me il problema si può almeno parzialmente risolvere in un modo molto facile, il cui principale difetto è proprio nell’essere una risposta razionale e non etica, una risposta che riduce il danno, cioè il numero di morti, senza avere la presunzione di "educare al divertimento" o imporre uno stile di vita piuttosto che un altro: ovviamente, una proposta che risolve il problema ma che non permette di riempirsi la bocca con paroloni retorici non piace alla nostra classe politica. Altro limite della proposta è che richiede qualche sforzo da parte di una delle tante corporazioni intoccabili della nostra italietta, una di quelle piccole ma agguerrite corporazioni davanti alle quali i nostri politici si calano puntualmente le braghe.
La causa delle stragi è chiarissima: chi si mette al volante in stato di alterazione psicofisica ha buone probabilità di ammazzarsi.
Gli sforzi fatti dalle istituzioni fino ad oggi vanno nella direzione di impedire l'alterazione psicofisica, ovvero ridurre il volume della musica, proibire gli alcolici a partire da una certa ora, imporre orari di chiusura; a mio avviso muoversi nella direzione di una regolamentazione etico-comportamentale è sbagliato.
Prima di tutto all'uomo non piace che lo stato interferisca con la propria vita privata, leggi e restrizioni in tal senso vengono vissuti con fastidio come un'illecita intrusione nel propria libertà e quindi disattesi ogni volta che sia possibile.
In particolare la discoteca è nell'immaginario collettivo un luogo di evasione, se non di trasgressione, dove si va con l'idea di assumere identità e comportamenti più liberi del solito; in discoteca si è molto meno disponibili a seguire il proprio super-io, specialmente se si presenta sotto l'aspetto di una legge per la tutela della nostra salute (Morire, ma figurati se capita proprio a me che sono così fico e libero stasera, vai via e non rompere le palle!): ad esempio, se qualcuno in un gruppo propone di bere un po' con certezza farà la figura di uno debole, noioso, sfigato, bigotto e rompipalle. Infine, è ragionevole pensare che chi esce per andare in discoteca magari un po' il proprio equilibrio psicofisico voglia proprio alterarlo, altrimenti sarebbe andato al cinema o a mangiare una pizza. Insomma i fatti provano e il ragionamento porta a pensare che i tentativi in questa direzione non ottengano grandi risultati: come evitare perciò che ci si metta al volante ridotti uno straccio e ci si ammazzi alla prima curva?
Semplicemente, cercando di impedire non che chi va in discoteca beva o fumi o si stanchi troppo, ma cercando di evitare che chi ha bevuto, fumato o si è stancato troppo si metta alla guida. Come si fa? Semplicemente, visto che in discoteca di solito non ci si va a piedi ed è impensabile proporre un mezzo di trasporto pubblico o collettivo (ehi ragazzi, stasera tutti al Goa con il 673, che ci spacchiamo!!), rimane solo un mezzo: il taxi. Uno va in discoteca, beve l’impossibile, salta come un matto per dodici ore, suda come un porco, fuma come un Marco Pannella e poi se ne torna a casa rischiando al massimo di vomitare sul sedile posteriore del taxi e prendersi qualche calcio nel posteriore. Facile, no? Perché ciò sia realizzabile bisogna assicurare però alcune condizioni:
1) Il taxi non deve essere un lusso, come scandalosamente oggi succede in Italia: una corsa deve costare 5, massimo 10 euro, come succede ad esempio in Spagna o in Portogallo.
2) In circolazione ci devono essere TANTI TANTI taxi: all’uscita della discoteca non bisogna aspettare più di qualche minuto per salire su di uno.
3) L’atto “prendere il taxi” non deve sembrare qualcosa di sfigato. Nel sistema di valori che, ci piaccia o no, vige in Italia, ci sono due estremi, il mezzo pubblico che, al di là della reale (in)efficienza, è visto come qualcosa per falliti, e l’automobile, che ha un’immagine vincente: il taxi è a metà strada dai due, non permette l’intimità dell’automobile, non è uno status-symbol da esibire, ma non è nemmeno un tabù come il mezzo pubblico. In questo campo le istituzioni dovrebbero impegnarsi cercando di associare al taxi, una volta garantiti i due punti precedenti, un’immagine se non proprio positiva almeno neutra o non negativa. Certo calciatori, veline e tutto il bel mondo continueranno a muoversi con le loro Ferrari, ma forse si possono convincere tante persone a lasciare a casa la propria automobile e prendere un taxi: gli esempi esistono: in Inghilterra, in Portogallo e in Spagna, per quello che ho potuto personalmente verificare, la cosa funziona proprio così.
Nessun bisogno di crociate, di battaglie etiche, di “divertimento sano”, nessuno stato rompiballe che ti dice che non devi bere e non devi fare tardi la sera, basta che costringere i tassisti a rilasciare più licenze o magari ad abolirle del tutto, ad abbassare le tariffe da strozzini e invogliare le persone a prendere i taxi. Impossibile, vero?

lunedì, aprile 12, 2004

Affinità/Divergenze tra il compagno Marco e Lantanomai

Mi dispiace dirlo, ma quest'ultimo sciopero di Pannella non l'ho capito.
Non ho capito perché è iniziato e non ho capito perché è terminato. E' iniziato dopo che Ciampi ha chiesto il fascicolo di Sofri a Castelli, e non mi è sembrato il momento adatto: il ministro deve avere il tempo di prepararlo e il presidente deve riceverlo, studiarlo e trarne le conseguenze. Ovvio che, anche con tutta la buona volontà, l'iter richiede tempo, settimane probabilmente, in ogni caso un tempo incompatibile con la durata di uno sciopero della sete. Ed essendo evidente che lo sciopero non poteva terminare con la grazia a Sofri (anzi, con il chiarimento dell'attribuzione del potere di grazia, sennò Pannella si incazza e mi querela), non si è capito quale dovesse essere il risultato da raggiungere per terminare lo sciopero con successo. Pannella si è infilato in un vicolo cieco o, più semplicemente, una volta tanto ha toppato la tempistica e ha fatto una cazzata. Battista, dopo la lettera di Berlusconi, gli ha chiesto quali segnali si aspettava per interrompere lo sciopero: Pannella ha risposto dicendo di non essere un capo indiano e di non accontentarsi di segnali di fumo. Risposta alquanto sibillina. Oggi interrompe lo sciopero dopo un'amichevole chiacchierata con un Berlusconi che in questi giorni ha ragionevolmente altre gatte da pelare: a me sembra che la grazia sia più lontana oggi di quanto lo fosse quando Pannella ha iniziato lo sciopero. Eppure Pannella dice di essere soddisfatto dei risulati raggiunti: Marco, ammettilo, hai fatto una cazzata.

domenica, aprile 11, 2004

Contro il cinema italiano.

Lantanomai esprime solidarietà nei confronti degli autori di Report, il cui servizio sui finanziamenti statali alla merdaccia del cinema italiano ha fatto sollevare il sopracciglio a tutti i culi di pietra abituati a beccare miliardi per produrre spazzatura.

Drago peperlizia

Il drago in formaldeide era una bufala. Come al solito, il dubbio fa notizia ma la verità non importa a nessuno.

venerdì, aprile 09, 2004

Paradosso di Monty Hall

In un quiz televisivo ci sono tre porte: dietro una di esse c'è un premio, dietro le altre due non c'è nulla. All'inizio il concorrente sceglie una porta, quindi il presentatore apre una delle due porte non scelte dal concorrente e mostra che dietro non c'è nulla; a questo punto viene chiesto al concorrente se vuole cambiare la porta scelta all'inizio con l'altra porta rimasta chiusa. Cosa deve fare il concorrente? Tenersi la porta scelta all'inzio, cambiarla o sceglierne una caso tra le due? Qual è la strategia che permette con maggiore probabilità di vincere il premio?
Il candidato dia una risposta motivandone la spiegazione.

Lo so, è vecchio come il cucco, ma mi è ritornato in mente parlando dei pacchi di Bonolis. Io ho dato la risposta sbagliata e per capire la soluzione ci ho messo mezza giornata; dopo ho sentito irrefrenabile il dovere di riconsegnare la laurea, poi ho letto che anche un premio Nobel aveva dato la risposta sbagliata e mi sono consolato.

lunedì, aprile 05, 2004

Pier-Maria Pier-Prodi

Ecco, se qualcuno aveva ancora intenzione di votare la lista insiemenellulivoperleuropaconprodi, spero che gli interventi di Maria Prodi stasera da Socci siano stati sufficienti per cambiare idea.

venerdì, aprile 02, 2004

Speed up your tongue

Speed up your tongue Qualcuno sa spiegarmi cosa diavolo è questa roba con cui stanno tappezzando la città?

giovedì, aprile 01, 2004

Grande regista portoghese

Mi è capitato spesso, nei mesi in cui sono stato in Portogallo, di chiedere ai portoghesi cosa ne pensassero del loro regista più famoso, de Oliveira: con mia somma meraviglia, la risposta è stata sempre la stessa: -E' un coglione che voi stranieri incomprensibilmente ritenete un genio.-
A me la cosa lasciava davvero interdetto, se non altro perché mi sembrava incredibile che si lasciassero sfuggire l'occasione per superare una volta tanto il loro complesso di inferiorità nei confronti del resto d'Europa rinunciando alla possibilità di tirarsela con il loro maestro.
All'inizio credevo di aver chiesto alle persone sbagliate; poi, quando lo stesso giudizio mi è stato dato da persone di cui mi fidavo, ho pensato che fosse invidia: uno che ce la fa, che si impone in Europa, fa girare un po' le palle, in un paese che ha passato gli ultimi secoli a grattarsi l'ombellico. Sì, doveva essere così, cacchio, se tutti i critici dicono che de Oliveira è un genio bisogna fidarsi!
Così ieri sera ho cercato di rimediare a questa imperdonabile mancanza di essere stato a Lisbona senza aver mai visto un film del maestro portoghese e sono andato a vedere Un Film Parlato.
Giudizio?
Questa è la verità, e questi sono cinque coglioni che hanno paura di dire quello che pensano.

Pesce d'aprile?

Oggi su macchianera c'è la pagina di un ordinanza di chiusura da parte della polizia postale. Paura, eh?