lunedì, aprile 12, 2004

Affinità/Divergenze tra il compagno Marco e Lantanomai

Mi dispiace dirlo, ma quest'ultimo sciopero di Pannella non l'ho capito.
Non ho capito perché è iniziato e non ho capito perché è terminato. E' iniziato dopo che Ciampi ha chiesto il fascicolo di Sofri a Castelli, e non mi è sembrato il momento adatto: il ministro deve avere il tempo di prepararlo e il presidente deve riceverlo, studiarlo e trarne le conseguenze. Ovvio che, anche con tutta la buona volontà, l'iter richiede tempo, settimane probabilmente, in ogni caso un tempo incompatibile con la durata di uno sciopero della sete. Ed essendo evidente che lo sciopero non poteva terminare con la grazia a Sofri (anzi, con il chiarimento dell'attribuzione del potere di grazia, sennò Pannella si incazza e mi querela), non si è capito quale dovesse essere il risultato da raggiungere per terminare lo sciopero con successo. Pannella si è infilato in un vicolo cieco o, più semplicemente, una volta tanto ha toppato la tempistica e ha fatto una cazzata. Battista, dopo la lettera di Berlusconi, gli ha chiesto quali segnali si aspettava per interrompere lo sciopero: Pannella ha risposto dicendo di non essere un capo indiano e di non accontentarsi di segnali di fumo. Risposta alquanto sibillina. Oggi interrompe lo sciopero dopo un'amichevole chiacchierata con un Berlusconi che in questi giorni ha ragionevolmente altre gatte da pelare: a me sembra che la grazia sia più lontana oggi di quanto lo fosse quando Pannella ha iniziato lo sciopero. Eppure Pannella dice di essere soddisfatto dei risulati raggiunti: Marco, ammettilo, hai fatto una cazzata.