venerdì, giugno 11, 2004

La uno, la due o la tre?

Lantanomai approfitta della effimera celebrità di questi giorni per rispolverare un suo vecchio cavallo di battaglia: ma secondo voi è giusto e utile che la selezione del personale nelle grandi aziende sia affidata a società esterne il cui personale è, nella maggior parte dei casi, totalmente ignorante nel campo delle competenze richieste al candidato? E' giusto, secondo voi, che il profilo psicologico del candidato possa rientrare tra i criteri di valutazione? Se non sbaglio, il processo di selezione non può discriminare i candidati sulla base del sesso o della religione; perché invece si ammette una discriminazione sulla base del profilo psicologico? Tra l'altro, non sto parlando di figure come l'animatore turistico, che in effetti avrebbe qualche problemino a svolgere il proprio lavoro se fosse, che so, timido o irascibile, ma di tutti quei normalissimi lavori in cui si devono instaurare al più le normali relazioni tra colleghi. Ora, a parte due risposte che già mi aspetto e cioè che bisogna lasciare decidere il mercato e solo il mercato, oppure che le dinamiche psicologiche dei gruppi sono importantissime in ogni attività umana, qualcuno sa darmi una risposta convincente?

cfr. curriculì curriculà di descansate niño

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Perché le aziende selezionano in base alle abitudini alimentari? o al consumo di tabacco/erba? Magari qua in Italia non è ancora ovunque così (siamo indietro in tutto) ma la risposta secondo me è perché non cercano gente competente o produttiva, cercano gente docile e bistrattabile. Specialmente per gli interinali, il requisito fondamentale non è saper fare il lavoro (cambia molto spesso), ma essere in grado di resistere alle angherie dei superiori. Dopotutto un cococo costa meno di un robot...

qershor

11 giugno 2004 14:07  
Blogger lantanomai said...

Infatti più di una volta ho avuto l'impressione che venissero favorite persone meno brillanti e che dessero l'impressione di essere più docili, ovvero disponibili a farsi sfruttare senza aprir bocca, anzi possibilmente senza nemmeno accorgersi di essere sfruttati. Ribadisco che la porta d'ingresso per questo tipo di ""selezione"" è appunto il colloquio psicoattitudinale. Al referendum! Al referendum! (No, eh?)

11 giugno 2004 16:34  

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